Perchè a volte non capiamo i nostri bambini - GiovanniCozza & Partners

Perchè a volte non capiamo i nostri bambini

UN LINGUAGGIO DIVERSO

Come mai a volte non capiamo perché i nostri bambini reagiscono in un certo modo?
Perché non capiamo i loro capricci?
Perché ha avuto quella reazione esagerata?
Come mai il linguaggio che usano i bambini non ci sembra così semplice da capire?
Per un motivo semplice: i bambini non usano lo stesso linguaggio di noi adulti!
Fino a sei-otto anni usiamo un linguaggio globale, vuol dire che la nostra parte fisica,
affettiva e mentale funzionano concatenate una all’altra.
Dopo questa età, invece, la nostra parte cognitiva prende il sopravvento, possiamo avere
pensieri astratti. In due parole assumiamo un linguaggio adulto.
Finché siamo piccoli però non privilegiamo il linguaggio verbale, ci è molto più congeniale
comunicare le nostre emozioni con il corpo, l’azione.
Facciamo attenzione ai bambini quando sono felici: lo dimostrano con il corpo, si
scatenano, giocano, prendono in mano tutto. Esprimono con un linguaggio del corpo.
Anche quando i bambini non sentono la nostra attenzione, si sentono tristi o si mettono in
silenzio in un cantuccio o fanno i capricci: il loro linguaggio del corpo ci parla dei loro stati
d’animo.
Ascoltiamo il loro linguaggio.
Quando diventiamo adulti usiamo soprattutto la razionalità, pensiamo che esprimersi sia
soprattutto parlare, usiamo tante spiegazioni, abbiamo bisogno di rassicurare i nostri
bambini usando tante parole, tante spiegazioni e usiamo con loro un linguaggio da adulti.
Cerchiamo invece di veder i nostri bambini per quello che sono : bambini, appunto, che
non funzionano come noi adulti solo con la testa, ma con tutto il corpo esprimendo tutte
le emozioni.
Allora, invece di arrabbiarci, quando usando le parole spieghiamo loro che non devono
saltare sul divano o non possono disegnare coi pennarelli sul tappeto, usiamo un altro
linguaggio: diamo loro un rinforzo positivo, troviamo un’alternativa: possiamo disegnare
insieme a loro sul tavolo, oppure mettiamo dei cuscini per terra per saltare.
Sono piccoli accorgimenti che però fanno sentire il bambino ascoltato, visto e amato!
Quando diventiamo genitori è come se cambiassimo completamente il nostro modo di
pensare : perdiamo il collegamento con il bambino che c’è ancora dentro di noi, con il
nostro bambino interiore, e quando ci rapportiamo ai nostri figli e ai bambini in generale
perdiamo la capacità di trovare il giusto linguaggio, la giusta comunicazione con loro.
E’ invece molto importante recuperare questa comunicazione da un punto di vista della
vitalità, della spontaneità, dell’energia; e’ importante perché è proprio l’energia dei
bambini, preziosa, che dobbiamo ritrovare dentro di noi.
Avere cura del benessere dei nostri bambini, del linguaggio che usiamo con loro è
importante nel nostro ruolo di genitori, educatori e insegnanti. Cercare di capire meglio le
loro esigenze, i loro bisogni profondi non è scontato: siamo portati da adulti a dare per
scontato che il nostro modo di comunicare sia quello scontato anche per loro.
E’ nostro compito farli sentire visti, amati e quindi sicuri per dare loro la possibilità di
crescere sereni. Basterebbe a volte fare un passo indietro, mettere da parte troppa
razionalità (che a volte disturba anche noi stessi, i sentimenti soprattutto) e ricordarci di
quando eravamo bambini, il nostro linguaggio corporeo per poter sentire veramente
quello che ci stanno comunicando.

 

MARIA PIA FRACCARO
Supervisor counselor e coach, Formatore

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